Cosʼè il sangue ? Dal punto di vista fisico è - a tutti gli effetti - un organo fluido di importanza vitale che svolge molte funzioni nel nostro corpo e non può essere sostituito da altri organi o componenti. Le cellule ematiche (piastrine, globuli rossi, globuli bianchi ecc..) si sviluppano nel midollo osseo. Le cellule staminali del sangue che vi sono insediate producono i globuli rossi, i globuli bianchi (linfociti, granulociti, macrofagi) e le piastrine. Una volta cresciute, le cellule entrano nel circolo sanguigno, dove svolgono i compiti a cui sono preposte all’interno dell’organismo. Tutte le cellule del sangue sono prodotte dal midollo osseo, che è collocato nelle cavità delle ossa da una cellula speciale che si chiama cellula staminale. Questa “supercellula” dapprima si divide dando origine a due cellule perfettamente uguali; una delle due rimane com’è ancora pronta a sdoppiarsi, l’altra si trasforma nella cellula che in quel momento è necessaria. Se serve un globulo rosso il nucleo, che agisce come cervello della cellula, stimola la produzione di una speciale sostanza chiamata emoglobina; questa proteina conferisce alla cellula il colore rosso ed ha la capacità di legare l’ossigeno e quindi di trasportarlo. Dopo circa sette giorni la nuova cellula completa il suo carico di emoglobina, espelle il nucleo ed assume l’aspetto definitivo simile cioè ad un disco con i bordi ingrossati. Solo a questo punto il globulo rosso esce dal midollo osseo, entra nel circolo sanguigno e si unisce agli altri globuli rossi per captare l’ossigeno (O2) dai polmoni trasportandolo a tutte le cellule che formano il nostro corpo. Durante questo viaggio percorrono arterie di calibro sempre più piccolo fino a giungere ai capillari che rappresentano i vasi più piccoli attraverso le cui sottili pareti l’ossigeno rilasciato dai globuli rossi è trasferito alle cellule. Subito dopo aver ceduto l’ossigeno i globuli rossi raccolgono l’anidride carbonica (CO2) prodotta dalle cellule e ritornano verso i polmoni percorrendo le vene con un percorso inverso rispetto a quello fatto quando trasportavano l’ossigeno. Quando giungono ai polmoni scaricano l’anidride carbonica la quale sarà poi passa negli alveoli polmonari e sarà eliminata all’esterno con la respirazione, catturano un nuovo carico d ossigeno e compiono un nuovo giro.
Il sangue, invece, nel suo significato esoterico, psicosomatico e simbolico, è universalmente riconosciuto come il veicolo della forza vitale, il contenitore dell'anima e il fluido sacro che unisce l'umano al divino. Rappresenta l'essenza stessa della vita, l'energia sottile, la stirpe e l'ambivalenza tra vita e morte, ma anche della gioia di vivere e dell'identità profonda dell'individuo stesso. Il sangue è anche inteso come "nutrimento emotivo" perchè simboleggia la capacità di "digerire" e distribuire l'amore e il piacere nella propria vita. Essendo il fluido che nutre ogni cellula, esso rappresenta il "fluire" delle emozioni e la capacità di portare nutrimento (affettivo ed energetico) a tutti gli aspetti della propria esistenza. Il sangue incarna il calore, la passione, l'eros, l'entusiasmo e la spinta all'azione.
Ma parlare di sangue vuol dire sottintendere ai legami familiari, i quali rappresentano le radici, il lignaggio e i debiti o crediti emotivi con il proprio "sangue" (famiglia) o, come vedremo più avanti, ciò che indirettamente si ha acquisito come memoria di eventi accaduti in passato - non a noi direttamente - ma ai nostri antenati e di cui abbiamo una parte del loro "sangue" in comunione con loro, il quale - inevitabilmente - funge da effetto attrattivo/replicativo di ciò che loro hanno generato nelle loro esistenze e che noi ripetiamo esattamente la stessa dinamica. In tutte le culture - il sangue - ha sempre rappresentato anche il sacrificio e la purificazione : il sangue versato nei rituali antichi non era solo distruzione, ma un'offerta suprema per nutrire le divinità, propiziarsi il divino o espiare colpe. Il sacrificio di sangue purifica e rinnova. La cosa più significativa - e importante - da notare è che rappresenta - sempre il sangue - il "legame e la stirpe", l'appartenenza, l'eredità spirituale e biologica, connettendo le generazioni e definendo l'identità sociale e magica di un gruppo. Ma il sangue è anche magia e trasformazione, sovente considerato un potente talismano, il sangue è stato utilizzato in pratiche magiche e alchemiche per la sua capacità di trasferire poteri, garantire la giovinezza o influenzare la volontà (es. i patti di sangue). In sintesi, il sangue nell'esoterismo è il ponte materiale tra il visibile e l'invisibile, portatore di una forza magica intrinseca che trascende la sua funzione biologica.
L'espressione "sangue psicogenetico" non si riferisce a un termine medico standard, ma piuttosto all'intersezione tra la biologia (il sangue/genetica) e la psicologia (la mente/le emozioni). Il concetto esplora il modo in cui il legame biologico ("sangue") viene vissuto, interpretato e influenzato da fattori psicologici e relazionali.
Il "sangue" è visto come un "destino biologico" una precisa sequela di dati che riportano "al vecchio" all'interno del "nuovo" : così, i bambini, inevitabilmente, possono riflettere - indirettamente - emozioni, traumi, atteggiamenti e comportamenti sulla base di ferite emozionali (abbandono, tradimento, sacrificio e umiliazione, non riconoscimento e ingiustizia e, non ultimo, rifiuto) dei loro antenati.
Tuttavia, in termini psicogenetici, si sottolinea che non è il legame biologico in sé a creare relazioni, ma le azioni, i comportamenti e le scelte reciproche. Il sangue può creare un legame, ma la psicologia umana determina la qualità della relazione. Il Sangue come simbolo, oltre alla funzione biologica, è un potente simbolo emotivo, legato alla paura, alla vita, all'appartenenza o all'ossessione. In sintesi, il sangue psicogenetico rappresenta la connessione tra la nostra eredità biologica e la costruzione psicologica del nostro "io" e delle nostre relazioni.
Una considerazione importante : il sangue (il lignaggio, le radici, la famiglia, gli antenati, i discendenti) - dal punto di vista "astrologico" - lo si "vede" attraverso la carta natale (o tema astrale) della persona. Attraverso la lettura della carta - visionando attentamente la posizione di ogni singolo pianeta nei segni, nelle case, ecc... si vedono immediatamente QUALI MEMORIE (e/o traumi e/o ferite emotive) il soggetto mette in risonanza all'interno della sua vita (e, di conseguenza, COSA ATTIRA : abbandono, tradimento, ingiustizia e non riconoscimento, sacrificio e umiliazione, ma anche rifiuto e vuoto di padre e/o di madre).
In realtà, sempre attraverso la carta astrale, si vede anche che cosa ci si "riporta" dalle esistenze pregresse (vite passate) e dall'intero albero genealogico (chi ha subito cosa e cosa si tende a riflette all'interno della propria esistenza).
Questo è molto importante ai fini terapeutici naturopatici perchè dà precise indicazioni su cosa "serve" consigliare (rimedi e altro) e su quali aspetti psico-emozionali lavorare.
A questo punto, una domanda impellente si presenta a me : mi chiedo, da un punto di vista energetico e psicogenetico, una trasfusione di sangue cosa comporta ? Quali le implicazioni dirette e indirette di un apporto dell’energia vitale di un’altra persona attraverso la sua essenza più fisica che è il sangue ? Quali - eventualmente - le memorie trasmesse ? Cosi come potrebbe essere invece che la "qualità" planetaria di quel sangue sia ottimale per "correggere" una memoria nostra ereditata ?
Vi è un unico modo per saperlo : avere i dati anagrafici della persona e valutare la sua carta e in relazione alla nostra ! purtroppo questo - per un discorso di privacy - non è possibile... ma sarebbe bello poterlo vedere !
In realtà, la situazione è molto più complessa e articolata di quanto non si creda. Mi spiego meglio : la risonanza potrebbe essere "doppia" - ovvero - dal donatore al ricevente, ma anche dal ricevente al donatore (effetto ENTAGLEMENT - secondo la fisica quantistica).
L’entanglement quantistico si verifica quando due particelle diventano così strettamente collegate che le proprietà dell’una influenzano immediatamente l’altra, indipendentemente dalla distanza che le separa. Questo significa che misurando lo stato di una particella, si può immediatamente sapere lo stato dell’altra, anche se si trovano a chilometri di distanza.
L'entanglement quantistico è quindi un fenomeno della meccanica quantistica in cui due o più particelle diventano così strettamente correlate da comportarsi come un unico sistema, anche se si trovano a chilometri o addirittura anni luce di distanza. Questo significa che conoscere lo stato di una particella ci dice automaticamente qualcosa sull'altra, anche se si trova a un'altra località. Questo fenomeno, noto come correlazione quantistica, implica che le proprietà delle particelle non sono più indipendenti e che la misura di un'osservabile di una particella influisce istantaneamente sul valore corrispondente dell'altra, indipendentemente dalla distanza. L'entanglement ha rivoluzionato la fisica moderna e ha aperto nuove strade per la tecnologia, in particolare nel campo della computazione quantistica e della crittografia.
Ma ritorniamo alla nostra trasfusione di sangue e al possibile effetto Entaglement della fisica quantistica : se il sangue del donatore "passa" attraverso l'azione diretta delle memorie al ricevente, può anche essere - allora - che per via indiretta (entraglement) - il donatore veicoli memorie al donatore ? Una sorta di "legame" cosmico di sangue ?
Ciò mi fa pensare, anche, ai riti magici dove l'intervento del sangue dell'affatturato e di un testimone (spesso una bambolina di pezza rappresentante il soggetto da ripulire) si riteneva - a questo a ragione o a torto - di poter togliere dall'uno agendo sull'altro : è la stessa identica cosa. Gli antichi già quindi sapevano, indirettamente ma si.... una sorta di "così in alto, così in basso". Tutto è sempre stato collegat0 e lo abbiamo sempre avuto sotto gli occhi.
In ogni caso, l’ingresso del sangue di un donatore nel nostro corpo è, e rimane sempre, un grande gesto di amore e di sostegno silenzioso, oltre che fisico, per affrontare e - si spera risolvere - una difficoltà che stiamo vivendo noi riceventi. L’astrologia aiuta profondamente a capire e comprendere le dinamiche profonde, compresa questa che, a mio avviso, trovo fondamentale comprendere per un discorso evolutivo e soprattutto karmico e psicogenetico.
Detto questo, dal punto di vista prettamente fisico e umano, ritengo la donazione di sangue un grande gesto di amore e di vicinanza a qualcuno che non si sa chi userà quel sangue, a priori. Il sangue è, e rimane, in primis il trasportatore della vita ma anche della voglia di vivere, ricordiamocelo sempre ! A tutti voi che, per un motivo o per l’altro, siete costretti a ricevere del sangue altrui, immaginate, in primis, una persona che al vostro fianco ora si affianca a voi con la sua forza vitale per darvi una mano ma, anche, per aiutarvi a ritrovare la forza e la voglia di vivere ! Ringraziate sempre quel sangue, ringraziate colui o colei che in quel momento ve lo sta donando.