Questo sito utilizza i cookie per darti una esperienza di navigazione migliore.

Le 12 Porte: Naturopatia - Astrologia - Peat e DP4 - Trattamenti Energetici e Consulenza

Lo shilajit è una sostanza minerale appiccicosa, simile a una resina, che si forma nelle rocce delle alte montagne (soprattutto Himalaya) dalla lenta decomposizione di materia vegetale e minerali, ed è ricca di acido fulvico, minerali e antiossidanti, usata nell'Ayurveda per energia e vitalità. Dopo un rigoroso processo di purificazione, viene consumata in resina o capsule per supportare il metabolismo, il recupero fisico, le funzioni cognitive e l'assorbimento dei nutrienti, ma è cruciale scegliere prodotti puri per evitare contaminazioni da metalli pesanti. Questo minerale inorganico è anche noto come mumiyo o mumie, che significa “succo di roccia” o “essenza di roccia”

Tale resina è ottenuta da una miscela di piante, minerali e sostanze organiche che si decompongono nel corso di molti anni e si trasformano in una sostanza appiccicosa che trasuda dalle rocce montuose. Secondo l'antica letteratura indiana si tratta delle secrezioni di resina di lattice vegetale che trasudano dalle crepe delle rocce a causa del calore intenso dell'estate. Mentre gli studiosi recenti ritengono che sia prodotto dalla decomposizione di piante come l'Euphorbia royleana, il Trifolium repens, alcune specie di muffe e altri organismi vegetali.

Grazie a questo processo di decomposizione naturale, lo shilajit contiene humus ricco di massa organica e incontaminata. Quando 50 milioni di anni il continente asiatico si scontrò con il continente indiano, si verificò un sollevamento del fondo marino che portò alla nascita della catena himalayana. Tali fondali marini erano ricchi di minerali e terreno fertile che diedero origine a una giungla tropicale. Mentre il terreno continuava ad essere spinto verso l’alto, col passare del tempo, alcune piante rimasero intrappolate tra gli strati di roccia, preservandosi per migliaia di anni. Queste piante non hanno mai subito l’esposizione ad agenti chimici, fertilizzanti o pesticidi. Si sono gradualmente trasformate in humus, una ricca massa organica che è diventata nutrimento per la vita di nuove piante. Ed è in questi ambienti che si forma l'essudato di roccia, uno dei più complessi e ultracompatti sistemi molecolari del mondo, grazie all'azione della luce solare catturata durante la fotosintesi delle piante, che permette di ottenere un composto ricco di sostanze nutritive e benefiche.

L’essudato di shilajit contiene infatti oltre 40 minerali (ferro, selenio, rame e zinco in forma ionica) e diverse altre sostanze tra cui aminoacidi, acidi grassi, polifenoli, triterpeni, steroli e dibenzo-alfapironi; è inoltre ricco di acido umico e acido fulvico. Si tratta - a tutti gli effetti - di un rimedio ayurvedico, considerato un rasayana,  ovvero, in grado di favorire la longevità, attraverso un migliore equilibrio dei meccanismi del nostro corpo. Proprio l'acido fulvico è ritenuto in grado di contrastare l’infiammazione e la diffusione di batteri nocivi. Insieme alle altre sostanze espleta diversi benefici su tutto l'organismo. In India e Nepal i suoi benefici e le sue proprietà sono noti da oltre 3000 anni. Un rimedio naturale unico. Lo shilajit viene citato per la prima volta in un antico testo sanscrito – Charaka Saṃhitā – che risale a circa 3000 anni fa, in cui si parla di una misteriosa sostanza, chiamata shilajit, descritta come come una cura per tutte le malattie e un Rasayana (ringiovanitore) che favorisce la longevità. Secondo diversi racconti della tradizione erboristica orientale, la riscoperta in epoca più recente dello shilajit come rimedio naturale avvenne osservando le migrazioni delle scimmie bianche nei mesi estivi. Questi animali erano soliti masticare una sostanza proveniente dalle rocce: gli abitanti dei villaggi circostanti attribuivano a questa sostanza la capacità di favorire la longevità, la salute e la forza delle scimmie. Così iniziarono a consumarla loro stessi e riscontrarono un aumento della forza e un innalzamento della vita media. 

Grazie alle sue proprietà e ai nutrienti che contiene, l'essudato di roccia è ritenuto un ottimo rimedio antiossidante e antinfiammatorio, benefico sia per la salute maschile che femminile, in grado di promuovere la fertilità maschile e sostenere la salute delle ossa. Nella medicina tibetana è uno dei rimedi più usarti per contrastare il calore eccessivo che può interessare intestino, reni e fegato. Ma non fa solo questo. Lo shilajit aumenta la produzione di testosterone, oltre che avere benefici sessuali. Questo perché favorisce un aumento del testosterone maschile e di deidroepiandrosterone (DHEAS), promuovendo in questo modo la fertilità. Il testosterone è l’ormone che non solo inibisce la fertilità maschile, quando i valori sono bassi, ma favorisce anche: la perdita di capelli e alopecia, la bassa libido, la perdita di massa muscolare, la fatica cronica senza causa, l'aumento del grasso corporeo.

Un precedente studio, effettuato qualche anno prima a quello sopracitato, aveva messo in evidenza che alcuni degli uomini che avevano assunto lo shilajit tutti i giorni, avevano avuto un aumento significativo: di testosterone, della conta degli spermatozoi, della motilità degli spermatozoi. La motilità degli spermatozoi si riferisce alla capacità degli spermatozoi di muoversi adeguatamente, un aspetto importante per valutare la fertilità.

Lo shilajit ha effetti antiossidanti e antinfiammatori : la presenza di alti dosaggi di acido fulvico lo rende un rimedio antiossidante e antinfiammatorio. Significa che può proteggere l’organismo dai danni alle cellule causati dai radicali liberi e dallo stress ossidativo in eccesso. È in questo modo che promuove la longevità dell’organismo: l’invecchiamento precoce e la perdita di funzionalità sono infatti favorite da stress ossidativo in eccesso, che non permette un adeguato turnover, o ricambio, cellulare. L’azione antiossidante può contrastare diverse condizioni di salute anche croniche. Lo stress ossidativo è spesso causa di infiammazione cronica, una condizione che può contribuire a molte condizioni, tra cui artrite, diabete, aterosclerosi e malattie neurologiche. Poiché lo shilajit ha proprietà antinfiammatorie, può aiutare a ridurre il rischio di queste e altre condizioni infiammatorie. Allevia fortemente lo stress, come rimedio naturale, lo shilajit viene spesso indicato per alleviare il disagio stressogeno, una condizione oggi davvero molto comune in adulti e bambini. Agendo come adattogeno, grazie alla presenza di diverse sostanze, aiuta l’organismo ad adattarsi alle situazioni che creano stress. Non meno importante, contribuisce a prevenire la perdita ossea, contrastando l’osteopenia (la bassa densità minerale ossea) anche nelle donne in menopausa. A dimostrarlo è stato un studio del 2022 a cui hanno preso parte donne in post menopausa che assumevano tale rimedio. Dopo 11 mesi, sono stati riscontati miglioramenti significativi nella loro densità ossea. Contrasta altresì l’anemia da carenza di ferro : poiché è ricco di ferro, lo shilajit aiuta a contrastare l’anemia da carenza di ferro, una condizione che si può manifestare in seguito a dieta povera di tale minerale, perdita di sangue eccessiva (per una emorragia e ciclo mestruale abbondante) e bassa capacità di assorbire tale minerale. La carenza di ferro facilita la comparsa di fatica, caduta eccessiva dei capelli, debolezza, estremità fredde, battito cardiaco irregolare.

E' dimostrato che lo shilajit - grazie all'acido fulvico - è in grado di rallentare la progressione dell’Alzheimer : il morbo di Alzheimer è la forma più comune di demenza che interessa gli anziani over 60 anni, in grado di compromettere gravemente le funzioni cognitive, come la memoria e il linguaggio. Ad oggi non ci sono cure efficaci per tale malattia, anche se diversi rimedi naturali si sono dimostrati in grado di rallentarne il decorso. Uno di questi è proprio lo shilajit, che grazie all’acido fulvico in ecco contenuto, contribuisce a ridurre l’infiammazione nel cervello. Lo studio, pubblicato nel 2023, ha messo in evidenza che l'acido fulvico può ostacolare l'accumulo di proteine ​​Tau, che contribuiscono al funzionamento dei neuroni nel cervello, quando il loro funzionamento è ottimale, ma che possono favorire morte delle cellule nervose, quando subiscono un malfunzionamento. Per questa sua caratteristica, la proteina Tau è considerata uno dei marcatori chiave del morbo di Alzheimer e di altre malattie neurodegenerative: un loro accumulo può danneggiare le cellule cerebrali e aumentare il rischio di Alzheimer. I ricercatori pensano che l’acido fulvico dello shilajit sia in grado di bloccare l’accumulo anomalo di proteine Tau, ridurre l’infiammazione, migliorare così potenzialmente i sintomi della malattia, come confusione e perdita di memoria (in questo ultimo caso, però, ai pazienti lo shilajit è stato somministrato insieme alle vitamine del gruppo B e non come rimedio unico). 

Lo shilajit riduce anche i valori totali di colesterolo elevato : soprattutto LDL (colesterolo cattivo). Lo ha dimostrato un piccolo studio pubblicato nel 2003 che ha permesso di riscontrare miglioramenti nei livelli di colesterolo fra i partecipanti, di età compresa tra 16 e 30 anni. I ricercatori hanno riscontrato diminuzioni significative nei livelli di colesterolo e trigliceridi nel gruppo che ha assunto shilajit rispetto al gruppo che ha assunto un placebo. Un più recente studio di laboratorio ha permesso di confermare i benefici dello shilajit nei confronti del colesterolo: oltre a ridurre quello totale, ha diminuito anche i valori del colesterolo cattivo e dei trigliceridi. In questa ottica, tale rasayana è indicato per promuovere la salute del cuore. Il colesterolo e i trigliceridi alti, ed eventuali accumuli di grasso nelle pareti delle arterie, favoriti da presenza di alti valori di colesterolo LDL, sono una delle principali cause dei problemi della circolazione sanguigna e aumentano il rischio di sviluppare malattie cardiache. Come agisce lo shilajit sul metabolismo dei grassi? Sembra che sia in grado di ridurre il rischio di malattie cardiache grazie alle sue proprietà antiossidanti che migliorano la salute delle cellule, rallentano il processo di invecchiamento, influiscono sui valori di trigliceridi e colesterolo.

Un altro aiuto importante svolto dallo shilajit è quello di alleviare la sindrome da stanchezza cronica, la quale è una condizione che causa estrema stanchezza o affaticamento. A livello generale peggiora lo stato di benessere quotidiano, dato che può rendere difficile lavorare e studiare e persino svolgere le più semplici attività quotidiane. Tale sindrome è stata associata a una disfunzione mitocondriale, che si verifica quando le cellule non producono abbastanza energia. In quanto adattogeno e in grado di aumentare l’energia generale, lo shilajit può aiutare a contrastare i sintomi di questa sindrome, come dimostrato da uno studio di qualche anno fa, in cui si ipotizzava che tali benefici fossero dovuti alla capacità di questo essudato di roccia di aiutare a prevenire la disfunzione mitocondriale. Servono tuttavia maggiori studi per comprendere appieno il meccanismo e le potenzialità di tale rimedio naturale su questa sindrome.

Non ultimo, lo shilajit favorisce la salute intestinale grazie all'acido fulvico, presente in quantità elevate nello shilajit, favorendo anche l'equilibrio del microbiota intestinale, i “batteri buoni”, riducendo quelli cattivi. L'acido fulvico può anche migliorare l'assorbimento dei nutrienti: aumenta infatti l'attività degli enzimi digestivi, le molecole necessaria per la corretta digestione e conseguente assimilazione dei nutrienti da parte dell’organismo. 

Se assumi farmaci o integratori chiedi sempre il parere del tuo medico (o di un esperto) prima dell’assunzione dello shilajit.

Ad oggi non ci sono sufficienti studi per confermare la mancanza di interazioni con i farmaci o parte delle sostanze in essi contenuti. Dato che si tratta di un essudato di roccia, potresti chiederti se lo shilajit fa male. Come indicato, possono esserci effetti indesiderati come per qualsiasi altra sostanza naturale. Per avere garanzia di assumere un prodotto di ottima qualità in linea con gli standard imposti dal Ministero della Salute per gli integratori alimentari, scegli un prodotto da aziende che hanno alti standard qualitativi e che controllano la produzione del prodotto in ogni sua parte, attenendosi alle direttive del Ministero italiano. Puoi trovare lo shilajit in compresse, capsule o in polvere: se non ami i sapori particolarmente pungenti e forti, opta per le compresse o le capsule.

 

Chiedimi consiglio :

Naturopata STEFANO REGUZZI - Piazza Statuto 15 - 10122 - Torino

Tel. 3481690146

email : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.       sito Internet : www.le12porte.it

 

 

Ultimi Articoli

Login Form

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Iscrivendoti alla newsletter, accetti le condizioni di utilizzo e la privacy policy. Se non le hai ancora lette le puoi trovare qui. 

NATUROPATA STEFANO REGUZZI

Consulenza naturopatica e astrologica, percorsi individuali, trattamenti olistici. 

 

P.zza Statuto, 15 - 10122 - TORINO - +39 348 16 90 146

P.IVA 10887410016 - C.F. RGZSFN69P13B157J

Copyright © 2026 Naturopata Stefano Reguzzi - Piazza Statuto 15 - 10122 Torino. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.