Ma cosa è questo "BURNOUT" di cui si sente tanto parlare ultimamente ???
Il BURNOUT (traducibile letteralmente dall'inglese come "bruciato" o "scoppiato") è una SINDROME da STRESS CRONICO PROLUNGATO e spesso CORRELATO AL LAVORO ed è ultimamente anche riconosciuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che sottolinea che si manifesta come un profondo esaurimento fisico, emotivo e mentale che porta a disinteresse e calo di rendimento professionale.
In Italia, quasi un lavoratore su tre ha sperimentato almeno una volta nella vita lo stress da lavoro ed è a rischio burnout. A dirlo è l’ultimo rapporto del CENSIS (febbraio 2025), che fotografa un disagio sempre più diffuso tra chi ogni giorno affronta ritmi lavorativi serrati, pressioni costanti e carichi emotivi spesso insostenibili. Il fenomeno, un tempo sottovalutato, oggi è riconosciuto come una vera e propria condizione di esaurimento psicofisico, con conseguenze importanti sulla salute, sulle relazioni e sulla qualità della vita. Questo dato allarmante conferma che il burnout lavorativo è un problema sempre più diffuso anche nel nostro Paese. Di fronte a ritmi e pressioni insostenibili, molti lavoratori finiscono per sentirsi “bruciati” e sopraffatti, con pesanti conseguenze sul benessere personale, professionale e familiare.
E' quando siamo letteralmente - come si sul dire - "oramai alla frutta" e nella condizione di NON avere più la forza - né fisica né psichica - di reagire a quello che vediamo comparire nella nostra vita - ANCHE e SOPRATTUTTO FISICAMENTE (aumento di peso e difficoltà a perderne, nonostante gli sforzi nella dieta e nell'assumere integratori).
Il BURNOUT si manifesta quando il corpo resta in allerta per settimane o mesi a causa di pressioni continue, mantenendo elevati i livelli di cortisolo (e/o di glicemia") e provocando danni a livello neurologico, emotivo e fisico; insomma, è la sintesi di una condizione ove abbiamo "tirato troppo la corda". Come condizione praticamente sempre presente al BURNOUT vi è la tensione muscolare costante e una stanchezza cronica, insonnia (facilmente correlata ad un cortisolo alto e alla serotonina bassa), disturbi gastrointestinali (intestino e stomaco : crampi addominali e/o reflusso gastroesofageo) e indebolimento del sistema immunitario (facilità a contrarre raffreddori, tosse e mal di testa cronico - il più delle volte - ma anche sciatica e dolori alla regione lombare). A livello psicologico, invece, una marcata manifestazione di irritabilità, con sbalzi d'umore, ansia costante e/o apatia, con la difficoltà di concentrazione e la presenza di frequenti "vuoti di memoria e incapacità di prendere decisioni"
Il BURNOUT segna un profondo esaurimento emotivo con la sensazione centrale di aver superato i propri limiti fisici e mentali, con un senso costante di svuotamento e la difficoltà a reagire alla situazione stessa. Ciò, per reazione, solitamente implica la manifestazione di atteggiamenti sempre più cinici o il distacco da tutto ciò che solitamente coinvolge la gioia, il "voler star bene", il prendersi "cura di se stessi" e l'essere - caratterialmente parlando - sempre più distaccati e freddi, con distanziamento emotivo nei confronti del proprio lavoro, dei colleghi o dei clienti. La cosa che rende "più difficile" - vedo nel mio lavoro di Naturopata - è soprattutto quel senso di "resa o di inefficacia" con un conseguente calo drastico della produttività, con scarsa concentrazione e sensazione di non riuscire più a portare a termine i propri compiti.
IL BURNOUT non si manifesta all'improvviso, ma si sviluppa gradualmente attraverso alcune tappe che vedono partire - inizialmente - con forte entusiasmo e motivazione iniziale, oltre la dedizione al lavoro ma, successivamente, la comparsa dello stress (primi segnali di stanchezza e la consapevolezza che le richieste lavorative superano le proprie risorse). La progressione di questa condizione - inevitabilmente - porta frustrazione continua, forte irritabilità e molti tentativi falliti di gestire i carichi di lavoro. Alla fine ci "scopriamo" in BURNOUT conclamato dove i sintomi diventano invalidanti, con cali di energia, cinismo e isolamento sociale. Quando si manifesta, però, siamo già delle "pere cotte".
Come è meglio affrontare questa condizione di profondo esaurimento psico-fisico BURNOUT ?
La condizione iniziale e fondamentale è, IN PRIMIS, RICOSTRUIRE I CONFINI PROFESSIONALI e a RIELABORARE UN NUOVO ASSETTO e RAPPORTO CON IL LAVORO STESSO. Quindi, a differenza di prima, IMPARARE A PRENDERSI DELLE PAUSE, RALLENTARE I RITMI e STACCARE LA SPINA QUANDO è NECESSARIO pe aiutarti MEGLIO A RECUPERARE PSICO-SOMATICAMENTE. Non meno importante è IMPARARE A METTERE DEI PALETTI e DIRE DI NO, cosi come a NON FARSI CARICO DI RESPONSABILITA' ECCESSIVE E/O CHE NON TI COMPETONO
Per fare questo, in base alla tua carta astrologica e alla matrice emotiva basale, verranno individuati i rimedi più adatti allo scopo attraverso la FLORITERAPIA EVOLUTA, i rimedi ALCHEMICI, gli estratti SPAGIRICI e gli INTEGRATORI DI MINERALI E VITAMINE PIU' IDONEI ALLA PERSONA, COSI' COME QUEGLI INTEGRATORI ADATTAGONI PER STIMOLARE IL CAMBIAMENTO SIA FISICO SIA PSICO-EMOTIVO.
I RISULTATI MAGGIORI con i rimedi trovati si avranno proprio da quelle persone iper-esigenti, i "perfezionisti" che - per natura, tendono a porsi obiettivi irrealistici e non tollerano il minimo errore. Ma, anche dagli empatici e dai troppo disponibili che hanno difficoltà a dire di no e finiscono poi per esaurire le proprie energie. Non ultimo, i "salvatori", ovvero coloro che provano un forte bisogno di aiutare il prossimo o i pazienti, caricandosi dei problemi altrui o, anche, chi vive il lavoro come stacanovista in quanto avente un concetto di sé basato esclusivamente sul lavoro, con difficoltà a delegare e a staccare la spina, anche in virtù di complessi psico-emotivi non risolti legati alla paura del "deludere" o del dover essere "indispensabile" per non essere giudicato non adatto e quindi rifiutato. Questo targhet di personalità, sommate ad ambienti lavorativi logoranti e tossici, portano a un crollo psico-fisico. Il TRATTAMENTO da me PROPOSTO si basa su 3 condizioni fondamentali : come PRIMA CONDIZIONE, è recuperare le energie fisiche ed emotive/mentali ora alterate e totalmente inadeguate (staccare la spina); LA SECONDA, attivare una sorta di ristrutturazione del proprio stile di vita (stabilire limiti) e, la TERZA, avere il supporto esterno per elaborare le cause profonde.
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Il PROGRAMMA NATUROPATICO da me proposto PER USCIRE DAL BURNOUT prevede, in primis, il riuscire a mettere la persona nella condizione - in primis - di RICONOSCERE di ESSERE in BORNOUTe di aiutarla - attraverso la FLORITERAPIA - a non essere impulsiva nel prendere decisioni drastiche legate al licenziarsi ma a prendersi una pausa, un momento temporaneo di ricarica delle proprie energia. Il riposo, quindi il dormire, gioca qui un ruolo importante se non fondamentale. Ulteriore step, è quello di INIZIARE A METTERE DEI CONFINI INVALICABILI PER NON FARSI TRAVOLGERE, dei limiti da non farsi invadere, a dire di "NO" e cominciare a non paura a delegare : qui, ancora una volta, la FLORITERAPIA avrà un ruolo dominante.
Sarà poi mio compito andare a ricercare, attraverso la mappa astrale, se vi sono condizioni di questioni "non risolte" legate ala famiglia connesse al lavoro che possono impattare e condizionare attivamente il soggetto in questione : se vi sono, procede con la loro rimozione attraverso i rimedi più adatti e spiegando alla persona la dinamica psico-emotiva attivata inconsapevolmente.
Veder poi, a livello fisico, anche attraverso consigli di igiene alimentare proporre cibi più adatti alla costituzione del soggetto e suggerire quali integratori sono meglio indicati (vitamine, minerali, oligoelementi, estratti di piante ecc.) e rendere così il corpo nella condizione di recuperare un proprio benessere. Inutile dire che, l'organo che verrà preso in grande considerazione sarà l'intestino (colon e intestino tenue) Abbinare -nel mentre - anche percorsi di rilassamento e di rigenerazione cellulare mediante cristalloterapia e piramidologia - o ancora meglio -
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- per meglio recuperare la forte e stabile centratura fisica - emotiva e psichica oltre che energetica. Apportare poi modifiche negli atteggiamenti sul lavoro - moderati e modulati - sarà poi necessario.
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